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REGOLAMENTO PER LA PRODUZIONE DELLA “FOCACCIA CLASSICA DI GENOVA” SECONDO L’OBIETTIVO DEL PRESIDIO SLOW FOOD

- OBIETTIVI E PREMESSE –

Il primo riferimento alla separazione del concetto di pane da quello di focaccia propriamente detta risale al II secolo a.C. quando, la scrupolosa pignoleria di Catone, descrive il "libum", una focaccia sacrificale ottenuta impastando una libbra di farina con due di formaggio fresco e un uovo. L'impasto, schiacciato, era cotto al forno sotto un coperchio di terracotta.

Trattare di quanto esce oggi dai moderni forni, industriali o artigianali, significa quindi partire da molto lontano e, nella storia di questa cibaria, Genova entra di buon diritto, grazie ad una tradizione veramente variegata e gustosa.

A fugassa, qui, è quasi un rito: un cibo povero derivante da un semplice impasto (farina, acqua, olio e sale) che, via via, diventa ristoro mattutino, merenda, stuzzichino fuori orario. Un cibo talmente familiare che era (fine 1500) uso mangiarlo in chiesa, bevendo insieme vino, in occasione di matrimoni; l'usanza era talmente radicata che Matteo Gambaro, vescovo dell'epoca, si vide costretto a minacciare scomuniche se non fosse cessato il costume di cibarsi di quella "frugalia" o "pitanza" che, peraltro, i fedeli si dividevano anche durante le funzioni funerarie.

Un'incredibile versatilità dunque, quasi un eccesso di presenzialismo che, a volte, ha moltiplicato i casi di focacce modaiole, frutto di continue variazioni fin troppo fantasiose e che trascurano particolari preziosi. La focaccia deve essere alta mediamente due centimetri, croccante, morbida e friabile, mai gommosa, lucida d'olio (ottimo l'extravergine che n’amplifica lo spettro aromatico); alcuni, prima d'infornarla, usano bagnarla con una leggera spruzzata di vino bianco. Da mangiare rovesciata in modo che le papille gustative incontrino prima il sapore ardito del sale, poi quello gentile dell'olio e, infine, quello rassicurante della pasta. Tutto ciò è molto importante, ma non servirebbe a niente se il prodotto finale non prendesse forma attraverso un lento processo di lavorazione-lievitazione. Stuzzicanti varianti, sono le varie preparazioni che utilizzano la salvia, il rosmarino o le patate da mettere direttamente nell'impasto mentre, ma solamente in superficie, si aggiungono formaggio (focaccia arenzanese) o cipolle.

IL PRESIDIO

Oggi è raro trovare ancora la vera ricetta genovese. La versione proposta a Genova da molte focaccerie e panetterie, infatti, ha progressivamente diminuito la percentuale d’olio d’oliva sostituendola con parti sempre maggiori di strutto e/o olio di sansa; inoltre i tempi di lievitazione si sono accorciati sempre più. Il Presidio, nato grazie al sostegno della Provincia di Genova, ha riunito un gruppo di appassionati panificatori genovesi che si sono, come si denota in calce al presente documento, impegnati a rispettare questo Disciplinare. Tutto ciò per dare al consumatore la certezza di assaporare la Focaccia Classica di Genova.

ARTICOLO 1 – ELENCO DEI PRODOTTI NECESSARI PER PRODURRE LA “FOCACCIA CLASSICA DI GENOVA” SECONDO L’OBIETTIVO DEL PRESIDIO SLOW FOOD E BREVI NOTE DI METODOLOGIA DI PRODUZIONE

Kg 1 farina tipo “00”

Kg 0,550 acqua (impasto morbido) (55%)

Gr 60 olio extravergine (totale 6%)

Gr 35 lievito (3,5%)

Gr 20 sale (2%)

Gr. 10 estratto di malto (1%)

Facoltativo: vino bianco delle seguenti denominazioni – DOC Valpolcevera Bianchetta Genovese o Valpolcevera Vermentino o Golfo del Tigullio Bianchetta Genovese o Golfo del Tigullio Vermentino

Tempo d’impasto: con “Tuffanti” 25 minuti, con “spirale” 15 minuti (tempi indicativi)

Temperatura d’impasto: circa 24°C

La durata dell’intero ciclo di lavorazione (dall’inizio dell’impasto all’infornata, e quindi compreso il tempo d’impasto oltre alle varie lievitazioni – prima, seconda, ecc. -) è stimata in ore 10 (dieci) e in ogni caso non deve essere inferiore alle ore 8 (otto). Con tolleranze che devono tenere conto del tempo atmosferico, secco od umido con relativo grado d’umidità, della temperatura atmosferica, ecc., ecc.

Si vuole precisare che il prodotto denominato “focaccia classica di Genova” ed identificato dal presidio Slow Food, non ha caratteristiche organolettiche similari a nessun altro prodotto messo in commercio dal titolare singolo, poiché potranno variare sia i componenti sia la tecnica di produzione.

ARTICOLO 2 – CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

ESAME VISIVO – Il colore della crosta (parte superiore) deve essere di colore nocciola, bianco-avorio nelle occhiature. Nella parte inferiore deve presentarsi giustamente unta, bianca e/o dorata. L’altezza del prodotto finito deve essere, mediamente, di 2 (due) centimetri. L’occhiatura deve presentarsi irregolare e profonda con tracce d’olio. Nella parte superiore possono essere presenti alcuni brillantini di sale.

ESAME OLFATTIVO – All’olfatto il profumo deve essere discretamente intenso, di leggera persistenza, non avere sensazioni dolciastre ma, anzi, tradire sfumature aromatiche dovute all’olio extravergine d’oliva. Può avere odori, in parte intensi, di pane o crosta di pane.

ESAME GUSTATIVO – Al palato deve essere morbida, equilibrata nei gusti fondamentali (acido, dolce, salato), mai gommosa, croccante in superficie. La leggera sensazione d’amarognolo (uso dell’olio extravergine) può essere lievemente percettibile. Chiaramente riscontrabile deve, invece, essere la sensazione d’untuosità. Deve avere buona “palatabilità” ed essere corrispondente nel rapporto gusto-olfattivo.


ARTICOLO 3 – VERIFICA DELLE CONFORMITA’

Lo Slow Food, per garantire la costanza della qualità, istituisce una commissione di verificatori – assaggiatori con lo scopo di compiere esami organolettici atti a verificare che il titolare del forno segnalato sia conforme ai criteri specifici ed alle condizioni della presente lettera. A tal proposito potranno essere effettuate verifiche prettamente organolettiche senza alcun preavviso, in maniera del tutto anonima ed in qualsiasi momento.



ARTICOLO 4 – SOSPENSIONE E REVOCA DELLA SEGNALAZIONE

Qualora Slow Food ritenga che il titolare abbia contravvenuto ad una condizione d’uso o ad una norma della presente lettera o produca focaccia non più in linea con la filosofia del Presidio in oggetto, non ripeterà la segnalazione ed ogni marchio sarà revocato.



ARTICOLO 5 – VALIDITA’ DELLA SEGNALAZIONE

Premesso che il controllo sarà costante, la segnalazione è riferita unicamente all’anno corrente.


 
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